Dall’inviato Donato Fioriti

San Remo (IM)

Qualcuno potrebbe dire, maliziosamente, che ad Amadeus piaccia “vincere facile”. Dopo la prima puntata con Fiorello, la seconda con Checco Zalone: autentico mattatore dell’Evento canoro sanremese. Sketch , parodie e latenti significati sociali, contro l’omofobia, i pianti facili e televisivi, i pseudo rapper tristi, perché “poco ricchi”. Insomma, un Checco Zalone in grande spolvero, che prende simpaticamente ed ironicamente in giro anche i virologi. Vi è per tutti i gusti, con performance calibrate, ad intervalli e con canzoni a doppio senso. Meno proficuo l’apporto della co conduttrice Lorena Cesarini, impacciata, utilizzata per sensibilizzare contro il razzismo “di casa nostra”. Pochi casi, poi, possono portare ad identificare così gli Italiani, che invece sono generosi ed ospitali, tramite enti, associazioni etc con chiunque entri nel nostro Paese, sia che sia clandestino che in regola? Bohhh…ai posteri l’ardua sentenza! E di quasi sentenza parla la giuria degli addetti ai lavori. La classifica generale mette al primo posto Elisa. Bella canzone, l’ultima sua unica partecipazione è di  quindici anni addietro e vinse: vuole ripetersi! Oggi, però toccherà alla giuria popolare, che potrebbe ribaltare i verdetti. Dispiace aver visto  in cattiva posizione Ana Mena, ad esempio, con un bel pezzo, accattivante, in stile sanremese doc. Ma tant’è, viste le maior in campo, vista la deriva gay-trash che rende, vuoi vedere che Elisa si accontenterà del terzo posto, e arriveranno nelle prime due posizioni la coppia Mahmod/Blanco e Achille Lauro? Diceva il senatore Giulio Andreotti: “A pensar male si fa peccato…ma spesso si indovina”! Saremmo contenti di aver sbagliato giudizio. In partenza ,oggi, il Festival Italiano della Canzone Cristiana. Il cantautore italiano della kermesse musicale Fabrizio Venturi, al suo battesimo di fuoco, ci dice: “Chi canta…bene , prega 3 volte”, parafrasando Sant’Agostino. Tra i volti noti del panorama musicale l’ex Padre Cionfoli e Toni Nevoso. Ha assicurato la sua presenza il critico Vittorio Sgarbi.

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